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Dichiarazione di interesse storico

La dichiarazione di interesse storico particolarmente importante accerta, ai sensi dell'art. 13 del d. lgs. 22 gen. 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, la sussistenza nell'archivio o nei singoli documenti appartenenti a privati (famiglie, persone fisiche, persone giuridiche private o associazioni non riconosciute) delle caratteristiche di bene culturale.

Una volta intervenuta la dichiarazione, gli archivi e i singoli documenti sono considerati beni culturali ai sensi dell’art. 10 comma 3 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, e pertanto sottoposti alla tutela statale.

Il provvedimento dichiarativo dell'interesse storico particolarmente importante è emanato dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica competente per territorio (art. 36, comma 2b del d.p.c.m. 29 agosto 2014, n.171).

La dichiarazione assoggetta il privato proprietario, possessore o detentore dell'archivio agli obblighi connessi al regime vincolistico in materia di protezione, conservazione, circolazione dei beni culturali.

In particolare, il privato è tenuto a garantire la conservazione dell'archivio e a provvedere alla sua inventariazione ai sensi dell'articolo 30, comma 3, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Copia degli inventari e dei relativi aggiornamenti deve essere inviata alla Soprintendenza archivistica e bibliografica.

Lo spostamento, il trasferimento ad altre persone giuridiche (vedi Spostamento e trasferimento), l’eliminazione di documenti non destinati a conservazione permanente (vedi Lo scarto) degli archivi dichiarati di interesse storico particolarmente importante, nonché l'esecuzione di qualunque intervento su di essi, sono subordinati ad autorizzazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica ai sensi dell'art. 21 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Rientrano fra gli interventi il riordinamento, l'inventariazione, il restauro e la riproduzione fotografica o digitale degli archivi.

Il privato proprietario, possessore o detentore dell'archivio dichiarato di interesse storico particolarmente importante che abbia effettuato interventi conservativi sul proprio archivio può essere ammesso a ricevere contributi statali, ai sensi degli articoli 34 e 35 del Codice. Egli può anche usufruire delle agevolazioni tributarie previste dalla legge (art. 31).

I privati proprietari, possessori o detentori di archivi dichiarati di interesse storico particolarmente importante sono infine tenuti a consentirne la consultazione agli studiosi che ne facciano motivata richiesta tramite il Soprintendente archivistico e bibliografico, ai sensi e nei modi previsti dall'articolo 127 (vedi Consultazione di archivi privati).

       
Data di redazione: marzo 2010
Data di ultimo aggiornamento: aprile 2018