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Archivi di persona

Nel corso degli ultimi decenni si è sviluppata un'intensa attività di salvaguardia, ordinamento e inventariazione di archivi di persona, che costituiscono una delle fonti privilegiate per lo studio della cultura, dell'arte, della politica, e di molti altri aspetti della nostra società. Essi sono infatti un fenomeno essenzialmente contemporaneo. Salvo qualche eccezione risalente all'età moderna, in genere incastonata all'interno di archivi di famiglie nobili e aristocratiche, i fondi di persona sono diventati un fenomeno storicamente rilevante solo a partire dall'Ottocento. La loro diffusione coincide con l'affermazione del principio di individualità tipico della cultura romantica e poi liberale e con l'avvento della famiglia borghese mononucleare.
L'attenzione crescente con cui si è guardato a questi archivi ha permesso di comprendere più a fondo i significati implicati nei processi di sedimentazione e nelle dinamiche che presiedono alla loro accumulazione e trasmissione e che si riflettono nella loro struttura e composizione. Si è così colta con crescente lucidità la loro capacità di filtrare determinate immagini del loro produttore e di illuminarne molteplici e, talvolta, contraddittori aspetti della personalità. Il nesso fra la documentazione accumulata, selezionata e tramandata e l'identità del soggetto produttore ha teso così a configurarsi come il fondamento dello statuto stesso dell'archivio di persona, colto sempre più come una sorta di "specchio di carta", attraverso il quale il produttore riflette e tramanda immagine e testimonianza di sé.
La consapevolezza della rilevanza e della complessità degli archivi di persona ispira le scelte metodologiche e pratiche con le quali la Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna, progetta e realizza proprie iniziative di ordinamento e inventariazione e delle quali si dà conto in queste pagine.

L'archivio del filosofo Antonio Banfi (Vimercate 1886 - Milano 1957), conservato a Reggio Emilia nel cosiddetto Mauriziano, presso l'Istituto omonimo, comprende, oltre la documentazione relativa alla sua attività scientifica e didattica, a quella di militante politico e di organizzatore di cultura, carte della moglie, Daria Malaguzzi Valeri e materiale raccolto successivamente alla sua morte.

L'archivio dello storico Gioacchino Volpe (Paganica (AQ) 1876 - Santarcangelo di Romagna (RN) 1971), conservato presso la Biblioteca comunale "Antonio Baldini" di Santarcangelo di Romagna, contiene materiali di studio e di lavoro, la corrispondenza ricevuta oltre che documentazione sullo storico raccolta dopo la sua morte.

Data di redazione: marzo 2010