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Centro studi nazionale sugli archivi ecclesiastici di Fiorano e Ravenna

Il 4 settembre 1996, durante un convegno dedicato agli archivi parrocchiali che si teneva a Fiorano Modenese presso il Santuario Basilica della Beata Vergine del Castello [1], si avanzò l'idea e si decise di costituire un Centro studi sugli archivi parrocchiali con sede a Fiorano Modenese [2]. Il Comune di Fiorano, infatti, nel 1996 veniva da una lunga tradizione di lavori e studi sugli archivi ecclesiastici; già dalla metà degli anni Ottanta, il Comune, con una "insolita" sensibilità verso il proprio patrimonio archivistico, aveva attuato in collaborazione (mediante lo strumento convenzionale) con le parrocchie del territorio una serie di iniziative volte alla conservazione, fruizione, valorizzazione della documentazione archivistica. E ogni anno, a partire dal 1985 (conclusi i lavori di riordinamento e inventariazione degli archivi), nell'ambito delle iniziative culturali che accompagnano le celebrazioni dell'8 settembre (festività religiosa che ha in Fiorano radici antichissime), venivano realizzate una mostra documentaria e un convegno dedicati a ricostruire un aspetto storico della vita religiosa, sociale, economica, artistica, etc. del territorio, in particolare attraverso le fonti conservate negli archivi parrocchiali e del Santuario di Fiorano.

Dopo appena sette mesi da quella data divenuta "storica" per la vita del Centro, a seguito della deliberazione del Consiglio comunale (n. 49 del 13 maggio 1997), si procedeva alla stipula della convenzione tra il Comune di Fiorano (Assessorato ai servizi e beni culturali) e l'Associazione nazionale archivistica italiana (ANAI), sezione Emilia-Romagna, per l'istituzione del Centro, che poté godere sin dall'inizio della collaborazione fattiva della Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna e, successivamente, del patrocinio di tutte le diocesi e arcidiocesi del territorio regionale: nasceva così il Centro studi interregionale sugli archivi parrocchiali.

La convenzione del 1997, avendo durata quinquennale, venne poi rinnovata con deliberazione del Consiglio comunale nel giugno 2002, approvata all'unanimità nella piena consapevolezza dell'importanza di iniziative di questo genere e, soprattutto, in considerazione dei notevoli risultati scientifici conseguiti dal Centro. In quell'occasione venne resa ufficiale anche la variazione dell'intitolazione, divenuta Centro studi interregionale sugli archivi ecclesiastici, in quanto negli ultimi anni era stato ampliato il campo d'indagine dagli archivi parrocchiali alle altre tipologie di archivi ecclesiastici, con conseguente arricchimento dei programmi di studio e prospettive di sviluppo dell'attività ben oltre le iniziali aspettative. Il rinnovo della convenzione era stato richiesto, con profonda convinzione, anche dalla stessa ANAI sezione Emilia Romagna, che nella persona dell'allora presidente Gilberto Zacchè, volle sottolineare alcuni aspetti particolarmente qualificanti dell'attività del Centro: "l'unicità e la rilevanza dell'esperienza in ambito nazionale, l'esemplare organizzazione dei convegni annuali, nelle sedi di Fiorano Modenese e di Ravenna, la puntualità e il rigore scientifico nella pubblicazione degli atti, che costituiscono ormai una vera e propria collana, punto di riferimento essenziale per gli studiosi e interessati all'archivistica ecclesiastica".


Proprio per l'ulteriore evoluzione del Centro, per l'ampliamento dell'area degli interessi scientifici, per il maggior coinvolgimento diretto delle istituzioni ecclesiastiche, in primis l'Arcidiocesi di Modena-Nonantola e l'Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, nel 1999 il Centro ha ridefinito la propria denominazione in Centro studi nazionale sugli archivi ecclesiastici di Fiorano e Ravenna.

[1] G.DOTTI MESSORI, Fiorano Modenese e gli archivi parrocchiali: il perché di un convegno, in Gli archivi parrocchiali: organizzazione, gestione, fruizione e ricerca storica, Atti dei convegni di Fiorano Modenese (4 settembre 1996) e di Ravenna (5 ottobre 1996), Fiorano, 1997, pp. 13-19.
[2] Con Euride Fregni, allora presidente dell'ANAI sezione Emilia-Romagna, e Maria Parente, ambedue funzionarie della Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna, insieme alla sottoscritta, allora assessore ai Servizi e beni culturali del Comune di Fiorano Modenese, si pensò di costituire il Centro, come ulteriore evoluzione del gruppo di lavoro sugli archivi parrocchiali della sezione Emilia-Romagna dell'Associazione nazionale archivistica italiana, attivo già dal 1992. "Questo volume, che raccoglie i contributi dei due incontri in cui è maturata l'idea dell'istituzione del Centro e che esce appunto sotto l'intestazione del nuovo Centro - scrisse Euride Fregni nell'introduzione al primo volume degli atti (ved. nota 1) - dovrebbe essere, nelle nostre intenzioni, solo il primo di una lunga collana in cui raccogliere anno dopo anno i frutti dei prossimi incontri". E così è stato, anche grazie all'impegno di Enrico Angiolini, curatore dei primi undici volumi della collana, proseguito poi da Gilberto Zacchè.


I testi di questa sezione sono a cura di Gianna Dotti Messori, responsabile della Commissione archivi ecclesiastici dell'ANAI.

   
Data di redazione: marzo 2010
Data di ultima modifica: luglio 2015